Una lunga storia
L’AFB nasce dopo un lungo percorso di battaglie svolte - in forma più o meno organizzata - dai cittadini del quartiere S. Donato di Bologna per rivendicare la creazione di un parco pubblico in zona S. Donnino.
Bisogna risalire al lontano 1985, quando l’Amministrazione Comunale di allora inserisce nel Piano Regolatore (PRG’85) il progetto per la realizzazione di una cintura verde (la “Fascia Boscata”) lungo tutto l’anello tangenziale, con lo scopo di mitigare l’inquinamento acustico ed atmosferico dovuto al traffico. Questa misura di salvaguardia della salute pubblica è salutata con entusiasmo dalla cittadinanza.
Il progetto prevede inoltre - in alcune zone non edificate lungo la tangenziale - una serie di aree verdi da destinare a parchi pubblici. Tra queste, l’area di 166.431 mq nel quartiere San Donato compresa tra la tangenziale stessa, la via Michelino (poi viale Europa), il rilevato ferroviario e la via Goldoni. E cioè il futuro Parco S. Donnino.
Nel 1991 il Consiglio Comunale approva il piano particolareggiato (P.P.) dell’’intera area, nei disegni sono addirittura indicati la tipologia ed il posizionamento delle varie specie arboree, i viali, un laghetto, le panchine ecc. Anche i costi e le modalità di finanziamento sono precisati.
Passano gli anni. Si sa, la macchina burocratica è lenta, bisogna avere pazienza. E poi c’è sempre qualcosa di più urgente da fare. E così la Fiera si espande con sempre nuovi padiglioni espositivi, svettano i grattacieli del Fiera District progettati da Kenzo Tange, si allargano le strade per snellire il traffico; si insediano gli uffici della Regione, della CCIAA, della Lega delle cooperative, della CNA, la sede RAI, la Comet, la Multisala Medusa…
E il parco pubblico?
La risposta è sempre la stessa: non ci sono i soldi ! Infatti i quasi 17 ettari appartengono a 3 diversi proprietari; e l’area – pur vincolata dal PRG’85 a verde territoriale (CVT) – è in una posizione molto appetibile. Qualora la destinazione venisse cambiata da verde urbano ad area edificabile, il suo valore aumenterebbe vertiginosamente.
I cittadini cominciano a drizzare le orecchie quando l’Ufficio Traffico del Comune autorizza l’utilizzo di una parte dell’area come parcheggio provvisorio durante le fiere. Cominciano a circolare voci sulla possibile richiesta di licenze edilizie (capannoni, villette) e di variazione di destinazione d’uso (parcheggi pertinenziali).
A questo punto i residenti si ribellano e cominciano ad agire.
Una prima petizione con 403 firme inviata al Comune (PG 44276/02) viene discussa il 21 giugno 2002 in una seduta congiunta delle commissioni consiliari competenti. L’Assessore Monaco afferma che “è impensabile che il Comune possa avere le risorse per espropriare le aree private sulle quali la fascia boscata era prevista”. Egli “reputa necessario ristudiare la previsione sotto il profilo della sua reale attuabilità, valutando con i privati le forme possibili di compensazione in grado di garantire la effettiva realizzazione almeno di una parte consistente di fascia boscata”. (Verbale n. 27/2002 approvato il 06/09/2002).
In altre parole: mancano le risorse economiche, sono decorsi più di 10 anni dal Piano Particolareggiato, non è possibile dar corso alla attuazione del Parco. Al momento è prevista soltanto una fascia alberata di mitigazione ambientale larga 20 metri. Si cercherà un accordo con i proprietari, consentendo una parziale edificazione in cambio della realizzazione di non meglio quantificate aree verdi.
I cittadini cominciano a parlare ironicamente di “fascetta boscata”.
Il Quartiere S. Donato (Presidente Giovanni Cuppini) convoca un incontro pubblico al Casalone il 3 ottobre 2002. Nel corso dell’acceso dibattito emerge la volontà dei cittadini di impedire il cambiamento di destinazione dell’area verde e conseguente rilascio di concessioni edilizie.
E finalmente il 5 dicembre 2002 nove cittadini residenti nel quartiere S. Donato, constatato il comune intento ed la risoluta volontà di agire per la salvaguardia dell’area verde, decidono seduta stante di costituire un comitato e sottoscrivono il seguente verbale redatto a mano su un foglio a quadretti.
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Verbale di costituzione di comitato cittadino
per la realizzazione - nel comparto compreso tra Ferrovia–Asse tangenziale–viale Europa–via Goldoni, nell’ambito del quartiere S. Donato - della fascia boscata come previsto dall’art. 41 delle vigenti N.T.A. di PRG.
I signori sottoindicati [si omettono i nomi per rispetto della privacy]
- Francesco Paolo F.
- P.Lauretta
- S. geom. Alessandro
- A. dott.ssa Alba
- V. dr. Piero
- T. sig. Marco
- R. sig. Gianluca
- G. sig. Luigi
- Emanuela F.
con la firma del presente atto, sulla base anche della petizione n. 44276/02 del 14/03/02 sottoscritta da 402 cittadini, costituiscono un comitato con il seguente obiettivo:
1) realizzazione della Fascia boscata come sopra indicata
2) mettere in opera tutte le iniziative nei confronti delle competenti istituzioni per il conseguimento del punto 1)
3) raccogliere adesione alla iniziativa anche in forma pubblica secondo le norme di legge, quali raccolta di firme, manifestazioni anche all’aperto e quant’altro similare.
All’uopo, in attesa di formalizzare il Comitato mediante notifica al Comune di Bologna, i sottoscritti procedono alla nomina
del Presidente Francesco Paolo F.
Segretario Piero V.
Vice Segretaria Manuela [Emanuela] F.
I sottoscritti eleggono domicilio e sede presso la Polisportiva Libertas S. Donnino in via S. Donato 158/70 con recapito telefonico al 051/....... intestato a F. Francesco Paolo.
Bologna, 5 dicembre 2002
La prima iniziativa
La prima iniziativa del nuovo comitato – denominato COMITATO FASCIA BOSCATA, in sigla CFB – è il varo di una petizione popolare “per rivendicare la creazione di un Parco pubblico nell’area compresa fra le vie S. Donato, Goldoni, viale Europa, l’asse ferroviario e la tangenziale, in S. Donnino – Quartiere S. Donato, a difesa del diritto fondamentale e prioritario alla salute sancito dall’art. 32 della Costituzione”.
A metà febbraio 2003 si dà inizio alla raccolta delle firme; in pochi giorni ne vengono raccolte 300.
Contemporaneamente il Comitato convoca un’assemblea pubblica presso la Parrocchia S. Donnino per far conoscere le proprie finalità e per ottenere il sostegno dell’opinione pubblica e dei media cittadini. L’assemblea del 25 febbraio 2003 dà piena investitura e forte impulso alla rivendicazione del CFB, sollecitandolo a presentare al più presto la petizione - prima che vengano prese decisioni a sorpresa.
L’11 marzo 2003 il Comitato deposita presso l’Ufficio protocollo del Comune di Bologna la petizione corredata da 786 firme (P.G. 42877/03). La petizione verrà discussa in seduta congiunta dalle Commissioni Assetto del territorio e Mobilità il successivo 20.06.03. In sintesi la posizione della maggioranza è la seguente: visto che il Comune non ha i mezzi necessari per acquisire l’area, l’unica cosa realistica da fare è avviare un patteggiamento con i tre proprietari consentendo loro di edificare parzialmente, avendone in cambio una porzione di terreno da adibire a fascia boscata.
Pochi giorni dopo Il consigliere Vannini presenta e fa approvare in Consiglio comunale un OdG che dà via libera alla concertazione Comune-proprietari.
Inizia così la battaglia del CFB contro questa decisione. Pur non avendo esperienza nel campo della comunicazione né sponsors politici, il Comitato riesce in breve tempo ad ottenere una sorprendente visibilità a livello di stampa cittadina e stazioni radio locali. Appaiono articoli e interviste su Il Resto del Carlino, l’Unità, il TGR di Rai3, il Domani, Bologna & Bologna, Emilianet, La Piazza di San Donato, San Donato Informa, TeleTorre 19, Ciao Radio, Radio Città del Capo ecc.
Il Comitato ottiene il fattivo appoggio di numerose altre associazioni e circoli, in particolare Legambiente, La Fattoria, CVS-Centro Volontariato Sociale, Circolo Ghinelli, Polisportiva S. Donnino, e altri.
Tra il 2003 ed il 2005 il Comitato Fascia Boscata organizza numerose assemblee pubbliche e incontri-confronti con i cittadini, le forze politiche e le istituzioni pubbliche.
Con l’elezione della Giunta Cofferati avviene l’auspicato cambiamento di rotta: la nuova Amministrazione è favorevole alla creazione del parco pubblico. Il Consiglio di Quartiere S. Donato ed il suo Presidente Riccardo Malagoli considerano obiettivo prioritario la realizzazione della fascia boscata.
Si inizia con il divieto di utilizzare l’area verde come parcheggio durante le manifestazioni fieristiche, poi con la chiusura del varco sulla via S. Donato all’ingresso delle auto.
E finalmente, in una “storica” assemblea pubblica, il 21 dicembre 2005 il Presidente del Quartiere e gli Assessori Merola e Patullo annunciano l’acquisizione da parte del Comune di una prima porzione di 33.150 mq di terreno da destinare subito a parco attrezzato, mentre il prossimo PSC vincolerà a verde pubblico la parte restante.
Nei giorni immediatamente successivi il Comitato Fascia Boscata espone 2 striscioni con le scritte:
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Terminata l’azione rivendicativa, il Comitato si trasforma in Associazione:
1) per assumere la forma giuridica che gli consentirà in futuro di partecipare alla gestione del Parco, in convenzione con il Comune;
2) per svolgere con la propria presenza attiva una funzione di tutela ambientale, contro ogni forma di degrado, prevenendo attività illecite e vandalismi;
3) per promuovere il Parco come luogo di aggregazione sociale, con l’organizzazione di attività atte a sensibilizzare e coinvolgere le persone sui problemi della difesa della natura.
Il 29 marzo 2006, ben 22 soci fondatori riuniti presso la sede sociale di via S. Donato 158/70 costituiscono l’Associazione Fascia Boscata.
